L’economia della crisi diventa sempre più economia illegale.
Le aziende che hanno un “santo” nella camorra o nella mafia diventano più forti, perché approfittano di un mercato del lavoro illegale e battono la concorrenza con l’intimidazione.
Presto anche i disoccupati dovranno rivolgersi a un boss, magari travestito da politico, per avere la miseria di tre o quattro settimane di lavoro precario.
Cosa è se non economia criminale quella che costringe una ragazza a portare il lavoro a casa se non ha fatto tutta la produzione ordinata nelle dieci o dodici ore di lavoro nello scantinato?
O quella che fa firmare una lettera di dimissioni in bianco ad una ragazza al momento dell’assunzione, per licenziarla quando rimane incinta?
I primi a combattere queste piaghe sociali dovrebbero essere gli imprenditori onesti, espulsi dal mercato dai disonesti e dai loro padrini.
Mettiamo insieme imprenditori e lavoratori, associazioni sindacali e dei datori di lavoro, perché la crisi non permetta che la moneta cattiva dell’impresa irregolare scacci la moneta buona dell’impresa che rispetta le leggi e i contratti.
beh, che i disoccupati si trovino qualcosa da fare no? questa è la linea anticrisi del governo. Come ci siamo ridotti…