L’Italia dei Valori ha incontrato, venerdi 6 marzo a Napoli, i rappresentanti di molte imprese campane a rischio, tra queste la Fiat di Pomigliano, l’Atitech, la Selfin, la Telecom, la Tirrenia. Come responsabile delle Politiche del lavoro del partito ho avuto la conferma di quello che già pensavamo: la situazione è drammatica.
Anche in un’area di lunghe tradizioni industriali, come quella di Napoli, l’impatto della crisi sul lavoro può avere conseguenze devastanti. Chi esce dal ciclo produttivo oggi rischia davvero di non rientrarvi mai più. Qui a Napoli anche la cassa integrazione è vista con grande preoccupazione, perché se non è accompagnata da piani di investimento e di innovazione può essere solo l’anticamera del licenziamento. Il governo sembra non capire davvero la portata e l’entità dell’impatto della crisi nelle regioni meridionali.
Eppure questi lavoratori chiedono una cosa semplice, di cui noi ci faremo portatori nelle istituzioni. Chiedono alle loro aziende e al governo semplicemente di approntare un piano industriale che dia una prospettiva. Chiedono che gli ammortizzatori sociali, specie la CIG ordinaria, abbiano una durata maggiore dell’attuale, per coprire tutto il periodo della crisi e della ristrutturazione e che il tetto retributivo del sussidio di integrazione sia adeguato ai valori correnti delle retribuzioni, perché, così come è oggi non copre più del 50% della retribuzione.
Perdere a Napoli attività fondamentali come quella dell’auto, delle manutenzioni aeree o dell’Information Technology vuol dire dare un colpo mortale all’economia meridionale ma anche a quella dell’intero Paese. Per questo ci siamo impegnati a chiedere al governo di aprire tavoli di confronto e di andare oltre la logica della semplice assistenza.
Non possiamo permettere che manchi al governo qualsiasi idea di politica industriale innovativa e diprogrammazione delle risorse. Se proseguirà questo stato di cose, interi settori fondamentali delle attività industriali del nostro paese verranno colpiti in modo irreversibile e alcune aree del mezzogiorno andranno incontro a d una vera e propria desertificazione industriale.