Per il lavoro, verso l’Europa

Sono Paolo Brutti, ho passato e dedicato la mia vita quasi completamente ai problemi del lavoro e dell’occupazione. Mi sono impegnato perché i lavoratori potessero avere quello di cui hanno diritto: una sicurezza sul lavoro e delle retribuzioni che li consenta di portare avanti la loro vita e quella delle loro famiglie.

Mi candido per l’Italia dei Valori alle elezioni europee perché penso che il problema dell’occupazione e del lavoro si possano risolvere con l’impegno di tutta l’Europa. Forse non basterà l’impegno dell’Europa per affrontare i problemi della crisi, è una crisi globale che ha bisogno di risposte globali. Oggi cominciano a venire dagli Stati Uniti delle indicazioni importanti in questa direzione, l’Europa deve saper corrispondere a quello che il Presidente degli Stati Uniti sta dicendo, l’Europa deve sapere che da quello che farà dipenderà la soluzione dei problemi dell’occupazione e del lavoro in tutto il continente.

Oggi abbiamo dei grandissimi problemi da affrontare. La crisi distrugge giorno per giorno posti di lavoro, occupazione e reddito. Se alla caduta delle rendite finanziarie e delle rendite immobiliari si aggiungesse una caduta drammatica dei redditi del lavoro e della pensione allora l’intero continente si avviterebbe in una prospettiva di gravissima recensione, che sappiamo porta con se chiusura di aziende, diminuzione drammatica delle attività, una spirale negativa che si avvita fino a portare alla distruzione dell’economia.
Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo cercare, con uno sforzo comune di tutti i Paesi europei di mantenere al lavoro e all’occupazione la maggior parte dei lavoratori. Bisogna saper distribuire il lavoro che c’è, bisogna fare in modo che le riduzioni di reddito che la distribuzione di lavoro porta con se vengano compensate da ammortizzatori sociali capaci di restituire una dignità anche economica alle attività lavorative. Questo oggi non si sta facendo, osserviamo che in Italia, e in altri Paesi europei, siamo molto al di sotto delle esigenze che la crisi oggi pone. Penso che se lavoreremo in Europa e se avremo di avere una forza rappresentativa capace di portare avanti questi problemi anche il nostro Paese dovrà fare quello che stanno facendo i più grandi Paesi, cioè uno sforzo all’altezza dei problemi che la crisi pone alla questione del lavoro e all’occupazione.
Dicono che il Parlamento europeo non serva a nulla, dicono che non ha poteri e che quelli che vanno in Europa a rappresentare l’Italia e gli altri Paesi ci vanno soprattutto per fare turismo, e non della politica. In parte questo è vero, perché non è stata approvata ancora una Costituzione europea e i poteri del Parlamento europeo sono ancora insufficienti. L’impegno di coloro che vanno in Europa, che sarà anche il mio, sarà fare in modo che la democrazia del continente, i poteri del Parlamento configurino sempre di più un Europa che sia simile a quella che abbiamo in mente: gli Stati Uniti d’Europa. Soprattutto, è necessario che coloro che vanno in Europa non pensino che andando cosi lontano possano dimenticarsi del proprio elettorato. Oggi se qualcuno vi domanda di dire quattro nomi di parlamentari che conoscete penso che avreste grosse difficoltà a sapere quali sono i parlamentari italiani che si sono distinti nell’attività legislativa europea.

Tra cinque anni, se sarò eletto, vi farò questa stessa domanda. Se mi risponderete di non conoscere ancora neanche quattro nomi e, soprattutto, il mio, allora potrò dire di aver fallito completamente l’obiettivo per il quale vi chiedo in questo momento il consenso ed il voto.

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Una risposta to “ Per il lavoro, verso l’Europa ”

  1. Enric scrive:

    In bocca al lupo, e speriamo che almeno in europa si riesca a mettere un freno alla politica scellerata del centrodestra

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