“Un libro bianco nazional-popolare”, scritto pensando al “senso comune del popolo”. Con queste parole il ministro Maurizio Sacconi, ha presentato il testo che potrebbe plasmare il futuro modello sociale italiano.
Un libro dei sogni?
La verità è che con i contenuti del Libro bianco del ministro Sacconi non si affronta la crisi italiana del lavoro e non si risolve la disoccupazione.
Il Libro bianco auspica interventi che oggi non hanno niente a che fare con il sistema produttivo italiano. Si tratta per fortuna per lo piu’ di annunci: si dice di voler riformare la contrattazione, ma in realta’ si replica l’accordo con Confindustria; si dice che non ci sono gabbie salariali che invece ci sono perché viene annunciato che il salario va distribuito a secondo della collocazione geografica, a svantaggio dei lavoratori del Mezzogiorno; si dice che l’articolo 18 non viene toccato ma si ammette che sarà più facile licenziare. Inoltre si introduce un fascicolo personale elettronico che è in realtà una schedatura da grande fratello che riporta anche gli eventuali problemi di salute passati.
Insomma ognuno di questi interventi, se messo in atto, richiederebbe una forte mobilitazione sociale.
Stiamo in guardia.
per Sacconi la ricerca della felicità passa per lo smantellamento dello stato sociale? Andiamo bene
certo che anche i sindacati qualcosa dovrebbero dire, o tra qualche mese li faranno sparire
è un libro degli incubi altro che sogni, sono sogni semmai per quelli che sperano di licenziare così senza problemi e di sfruttare la cassa integrazione come sussidio di licenziamento