All’inizio del 2007 L’UE ha presentato una nuova politica per lo sviluppo delle tecnologie energetiche, in particolare quelle per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili. Punto fondamentale è il piano d’azione per l’efficienza energetica (2007-2012) che ha come obiettivo di ridurre il consumo di energia del 20% entro il 2020: per conseguirlo servono azioni concrete, soprattutto per quanto riguarda il risparmio di energia, l’elaborazione di norme minime di efficienza energetica, la sensibilizzazione dei consumatori.
La via da seguire è senz’altro quella che conduce all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili; fonti che, se da una parte aiutano indiscutibilmente a contenere i cambiamenti climatici, dall’altra danno anche un contributo alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico ed alla crescita dell’occupazione in Europa, perché incrementano la produzione e il consumo di energia generata in loco.
Per favorirne una maggiore diffusione, nella sua tabella di marcia in questo campo specifico l’UE ha fissato un obiettivo vincolante, cioè quello di portare, entro il 2020, la percentuale delle fonti di energia rinnovabile al 20% rispetto al consumo energetico totale.
L’Italia dei Valori si impegnerà in Europa per
Quella del nucleare è una scelta sbagliata. Pensate che, se dei 20 miliardi di euro per costruire le centrali nucleari necessarie la metà fosse destinata a incentivi per la creazione di nuove installazioni di energia rinnovabile, si conseguirebbero in meno di un decennio dei vantaggi essenziali e tangibili:
• Creazione di un surplus energetico nel sud d’Italia in 7/10 anni.
• Aumento dell’attuale mercato del rinnovabile con la creazione di nuove PMI (da quelle di installazione e manutenzione degli impianti a dei veri e propri centri di ricerca in grado di migliorare nel tempo i prodotti esistenti)
• Appoggio delle Istituzioni Europee per i finanziamenti (DG TREN, DG ENV, DG REGIO) e creazione di un “esempio italiano”.
• Tutti i vantaggi possibili di riduzione dell’impatto ambientale.
E soprattutto a questi ultimi, nei prossimi anni, sarà davvero difficile rinunciare.
Questo articolo è stato redatto sulla base del prezioso lavoro di approfondimento svolto dall’Osservatorio Politico Europeo dell’ IdV a Bruxelles.
Concordo… Ma non è il caso di fare qualcosa di concreto per DAVVERO e non A PAROLE?
Questo punto mi pare importantissimo e se ne parla troppo poco, direi per niente anzi, nei dibattiti pubblici. Sopratutto dovrebbero essere approfonditi questi conti e presentati in maniera chiara ed incotrovertibile (se effettivamente è così è ovvio).
Se le cose stanno come viene detto quì (e non ho ragione di dubitarne), chi propone il nucleare non ha proprio argomenti. A prate il problema delle scorie, il nucleare sarebbe attivo ad essere ottimisti tra dieci anni, mentre con questi incentivi avremmo questa energia tra molto meno di dieci anni. Il puno è quanta? Una quantità sufficiente? Se effettivamente ci sarebbe addirittura un surplus (e ripeto non ho ragioni di dubitarne), approfondiamo questi conti, mostriamolo con grafici in maniera chiara e ripetiamo in ogni sede in cui è possibile!
sono un sostenitore delle fonti cosi dette pulite, fotovoltaico (ne ho fatto installare 1 sul mio tetto) eolico ecc ecc. leggo pero il continuo attacco da parte del governo vedi emendamenti ,forse ritirati, per diminuire drasticamente gli incentivi da parte del gse Interessati a rilanciare il famigerato e bandito dal popolo italiano con referendum “nucleare” Spero con tutto il cuore che la gente cominci ad aprire gli occhi altrimenti a mio avviso poi sara troppo tardi .