Voglio fare una domanda. Cosa vuol dire “Acqua pubblica”? Qualcuno pensa che significhi che l’acqua deve essere un bene dello Stato, un bene demaniale e che la “privatizzazione dell’acqua sia la vendita a privati di questo bene pubblico. Non è così. La legge recentissima di Berlusconi rende privata la gestione del servizio idrico integrato, cioè del servizio di captazione, depurazione e distribuzione dell’acqua, con annesse manutenzioni della rete e riscossione delle tariffe. Questo Berlusconi lo ottiene considerando per legge il servizio idrico un servizio pubblico con rilevanza industriale e quindi che ricade sotto la normativa generale di questo tipo di servizi, che stabilisce la cessazione entro il 2011 delle società in house e la vendita di pacchetti azionari pubblici nelle aziende miste in modo da ridurre il pubblico al disotto del 30% del capitale sociale. Restano escluse le aziende speciali totalmente pubbliche. Allora in Umbria e a Perugia, la cosa come sta? Sta che l’Umbria Acque, ad esempio, che vede la presenza dell’ACEA al 40% diventerà dell’ACEA, con i comuni a fare da coprtura degli affari dei privati. Allora la cosa è molto seria e pone al centro sinistra umbro un problema che lo mette in agitazione. Bisogna liquidare l’ACEA e i privati dello stesso tipo e imparare a gestire in proprio l’acqua. Questo vuol dire “Acqua bene pubblico non di mercato”. E gli amici degli amici? Gli assessori semi-verdi all’ambiente? Nulla si muove, solo grandi proclami e garandi tavole rotonde, perchè di tutto si chiacchieri e tutto resti come prima.