Undici punti per dire no al nucleare di Berlusconi.
1- La nuove economia del futuro è quella delle fonti rinnovabili, dei materiali ecologici, del riuso dei rifiuti, dell’abbandono delle fonti fossili di energia. La scelta nucleare consuma tutte le risorse economiche disponibili e impedisce all’Italia di seguire la via dei paesi più evoluti, Stati Uniti in testa.
2- In tutto il mondo sviluppato, tranne che in Francia, dove comunque c’è un serio ripensamento, il nucleare è stato abbandonato: si dismettono gli impianti e si chiudono i depositi di stoccaggio delle scorie.
3- La tecnologia nucleare che comperiamo dalla Francia è un ferro vecchio tecnologico, che l’ENEL caldeggia per interessi di bottega, super consulenze e appalti ai soliti noti, in pieno conflitto di interessi. Presenta seri problemi di sicurezza che ne hanno fortemente rallentato la costruzione in Francia, raddoppiando i tempi di costruzione.
4- Una centrale come quella che costruirà l’Italia costa oltre otto miliardi di euro, contro i tre e mezzo di cui parla il governo italiano. Le quattro centrali previste costeranno come il progetto di Alta Velocità ferroviaria.
5- Il nucleare è un sistema complessivamente molto costoso e produce elettricità a caro prezzo perché tra i costi, oltre quello di costruzione, si devono aggiungere quelli dello stoccaggio e dello smantellamento della centrale. Il costo del chilowatt nucleare supera abbondantemente quello delle fonti tradizionali e si avvicina a quello dell’eolico.
6- Le scorie radioattive sono pericolosissime per migliaia di anni. Tra esse c’è abbondanza di plutonio, elemento radioattivo altamente tossico, paragonabile al cianuro. Il problema dello stoccaggio sicuro delle scorie non è risolto in nessun paese del mondo e non si intravedono prospettive sicure. Gli Stati Uniti hanno abbandonato l’unico progetto di deposito strategico al quale stavano lavorando da alcuni anni.
7- Non è vero che la produzione di elettricità dal nucleare sia priva di emissioni di CO2. Se si calcola l’energia necessaria per il processo di estrazione e di arricchimento dell’uranio e la efficienza energetica della centrale nucleare, si vede che questa produce CO2 in quantità confrontabile con le centrali a metano di ultima generazione.
8- Per il suo raffreddamento una centrale nucleare consuma un’enorme quantità d’acqua, che inquina di rilasci radioattivi incontrollati e altera gli equilibri idrogeologici del territorio circostante al sito. Per rendersene conto si vada a Trino Vercellese. In Francia il raffreddamento delle centrali nucleari usa il 65% di tutta l’acqua dolce francese.
9- Le centrali nucleari sono possibili obiettivi di attacchi terroristici e quindi richiedono un funzionamento in un regime militare continuativo, che, tra l’altro, impedisce ogni controllo effettivo delle popolazioni e delle amministrazioni interessate sulla effettiva sicurezza degli impianti.
10- Il nucleare civile è collegato con il nucleare militare sia per l’arricchimento dell’uranio, sia per il ritrattamento delle scorie, dalle quali si produce plutonio.
11- La scelta del governo offende anche il giudizio espresso dagli italiani con il referendum contro il nucleare del 1987. Gli italiani non hanno cambiato parere e lo dimostreranno con il prossimo referendum per il quale l’IdV ha già presentato i quesiti.
1)gli stati uniti stanno provvedendo ad un notevole ampliamento del parco nucleare, obama ha stanziato oltre 50 miliardi per finanziamenti al nucleare e caldeggia molto questa forma di energia per ovviare al riscaldamento terrestre
http://www.world-nuclear-news.org/NP_Clean_energy_required_in_the_USA_2801102.html
2)in tutto il mondo sviluppato sono in opera grandi programmi nucleari, ad esempio nel regno unito (ad agosto saranno approvati 2 reattori ed entro un anno altri 2), in cina (250GW entro il 2030 di cui oltre 20 in costruzione), corea del sud e giappone (10 reattori ognuno fra in costruzione e che lo saranno a breve)
http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html
3) in francia i tempi sono quelli rpevisti, sarà finito nel 2012 ed in produzione nel 2013, come è sempre stato previsto.
4) se la centrale finlandese che ha sforato di brutto il budget è a 5.5, perchè da noi dovrebbe essere 8? oltretutto è una azienda privata che paga, non lo stato…..
5)non si riesce a capire la frase, l’eolico quindi è più costoso delle fonti tradizionali? il nucleare è più economico, ne è una prova che in svezia l’elettricità costa meno della metà dell’italia e hanno il 50% di atomo e prevedono di espandere il parco reattori nei prossimi anni (stesso discorso per la svizzera)
6)il plutonio è reimmesso nel circolo del combustibile, infatti si brucia nel combustibile MOX , le altre sono inglobate in matrici vetrose simili al vetro vulcanico. gli USA hanno rinunciato al progetto perchè ne hanno trovato uno molto più economico per le scorie.
7) innumerevoli studi dicono che il nucleare produce meno CO2 di un pannello fotovoltaico. dagli studi riportati nel libro
http://lescienze.espresso.repubblica.it/recensione/Il_nucleare_impossibile,_perch%C3%A8_non_conviene_tornare_al_nucleare/1339594
si vede come 1kWh foto produca da 50 a 280gCO2/kWh, per il nucleare invece (stesso libro) dai 6 ai 60gCO2/kWh per tutto il ciclo, per il gas si va dai 450 ai 700gCO2/kWh (pag 58 e 220 del libro).
9) il controllo di una centrale è possibile dalla popolazione e dagli enti preposti, in francia hanno creato un sito che ti dà in tempo reale le informazioni su tutti i reattori
10) per il plutonio da bomba, guarda qua http://it.wikipedia.org/wiki/Burnup e capirai subito l’eresia che stai dicendo. poi è risaputo il progetto bellico della svezia per conquistare il mondo colle armi nucleari aiutata dalla finlandia e dalla svizzera……fra tutte e tre fanno una ventina di reattori……
11) la scelta referendaria fu di togliere i privilegi del nucleare ed impedire all’enel di ostruire centrali ALL’ESTERO, cosa che invece poteva ancora fare in italia (niente glielo impediva, e da nessuna parte c’era scritto di interrompere la produzione elettrotermonucleare) l’IDV ha presentato i quesiti, solo che ha contro il 90% dello stato, in primis la maggioranza, ma poi anche PD che dichiara che è populismo
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=90298&sez=HOME_INITALIA
ed anche i verdi dicono no al referendum perchè può essere arma a doppio taglio.
dopo aver presentato un condannato nelle loro liste, l’IdV sta scendendo al livello dei soliti partiti, dal livello di speranza per una riforma della classe politica che era ad un livello di cercare di accaparrare i voti sempre e comunque cavalcando l’onda, ricordarsi che prima di essere all’opposizione era favorevole al nucleare…..
Mio caro Anonimo, vorrei che tu avessi ragione. Purtroppo però non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. Prendiamo per esempio quello che tu dici al punto 6) della tua nota, sul trattamento delle scorie nucleari. Tu dai per esistenti tecnologie ed impianti che o non esistono ancora o presentano enormi problemi di sicurezza e di costo. In linea di principio le scorie nucleari di un reattore di terza generazione possono essere trattate per separare il plutonio dalle scorie ad alta radioattività non riutilizzabili e dall’uranio esausto. Il plutonio può essere mescolato nuovamente con l’uranio originario impoverito che si produce nell’arricchimento del minerale naturale per dare vita ad un composto, il MOX, che può a sua volta essere riutilizzato come combustibile del reattore nucleare. Per riciclare le scorie nucleari per ricavarne plutonio fresco da reimmettere dentro i reattori occorrono reattori (breeder reactor) capaci di scindere atomi particolarmente resistenti. I breeder reactor però non sono ancora abbastanza affidabili per la produzione commerciale. In mancanza di reattori a neutroni veloci, quelli, per intenderci, di IV generazione, la separazione degli elementi costituenti le scorie si effettua per via chimica, in impianti di enormi dimensioni, che operano in condizioni di pericolosità estrema e nei quali sono avvenuti i più gravi incidenti degli ultimi anni, negli USA, in GBR e in Russia. Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile riprocessare le scorie per produrre combustibile con costi comparabili con quelli del minerale estrattivo. Nessuno lo fa e gli impianti esistenti sono in fase di dismissione. Il sistema di separazione denominato PUREX produce plutonio puro, utile per la costruzione di ordigni nucleari. Il procedimento di purificazione denominato COEX produce plutonio misto ad uranio, non utile per la costruzione di armi atomiche. Quindi la interferenza del ciclo delle scorte con la proliferazione nucleare non è un fatto tecnologico ma politico. Dipende dalla volontà dei paesi che ospitano gli impianti di riprocessamento. Il liquido che rimane dopo l’estrazione dell’uranio e del plutonio è un rifiuto nucleare ad alto livello che contiene ancora il 3% del combustibile nella forma di prodotti di fissione e attinidi minori (Np, Am, Cm), è altamente radioattivo e continua a generare calore. Deve essere condizionato con la calcinazione e infine incorporato in vetro borosilicato prima di essere stoccato in un deposito in attesa dello smaltimento. Tutte queste operazioni sono compiute in impianti isolati da muraglie di calcestruzzo di diversi metri e visibili attraverso vetri dello spessore di diversi metri, oltre i quali operano dei robot. Questo perché le tecniche impiegate producono gas e vapori altamente radioattivi e difficilmente contenibili. Recentemente è stato chiuso l’impianto di Sellafield in Gran Bretagna, dopo che per nove mesi aveva riversato in mare 83 metri cubi di liquido altamente radioattivo, contaminando le coste. Ora, prima di poterlo tombare, bisognerà farlo raffreddare fino al 2120. Poi si vedrà. Come vedi si scherza col fuoco. Il MOX soddisfa il 10% delle esigenze energetiche francesi ed è usato in Belgio, Germania, Giappone e Svizzera. Il MOX inerte, dopo la sua combustione nel reattore, contiene da 4 a 5 volte più plutonio delle scorie di prima combustione e c’è il rischio di improvvise e accidentali reazioni a catena. È inoltre tre volte più caldo dell’uranio inerte e quindi meno adatto ad essere conservato sotto terra. Va infatti raffreddato per 150 anni prima di poter essere seppellito Si sta accumulando rapidamente nei depositi di raffreddamento di La Hague in Normandia: oltre 600 tonnellate di MOX inerte che crescono di 100 tonnellate all’anno. Ad oggi non c’è via di uscita. I reattori di riprocessamento non sono disponibili e i residui nucleari del MOX sono solo più caldi e più difficili da trattare. Belgio, Svizzera e Germania, che avevano acquistato MOX dalla Francia, hanno interrotto gli approvvigionamenti e non rinnoveranno le scorte.
Sulle altre questioni che tu poni ti risponderò un’altra volta, magari avendo fatto la tua conoscenza. Un saluto. Paolo.
semmai mi rivelerò, intanto ho visto che un amico in comume di FB (giorgio parisi) ha stretto amicizia con Lei. la prego poi di utilizzare termini appropriati, perchè “atomi particolarmente resistenti” è la prima volta che ne sento parlare
stavo disperando che la risposta venisse pubblicata…..sono un mese…….
iniziamo!!!!
le scorie di OGNI tipo di reattore possono essere riprocessate e convertite in MOX + uranio + prodotti di fissione + attinidi minori. ad esempio, l’italianissima centrale di trino, utilizzò per qualche ciclo degli elementi in MOX, quindi l’utilizzo è di molti decenni orsono. le barre saranno quindi inviate al sito francese di le-hagrue per essere riprocessate e rispedite indietro vetrificate e belle impacchettate.
le scorie vengono abitualmente riprocessate in francia per produrre combustibile MOX, e sono tutti reattori ad acqua leggera, non reattori FBR (phoenix è stato spento il mese scorso, e negli ultimi anni funzionava a mezza potenza visto che stavano compiendo alcune prove).
i breeder SONO affidabili, solo che non funzionano (quindi l’affidabilità è solo nella parte produttiva, non in quella di sicurezza), sono stati usati poco perchè davano tutti molti problemi e di vario genere, in pochi hanno funzionato bene come phoenix, in un mese fovrebbe partire il reattore di moju ed in un paio di anni dovrebbe essere finito il BN-800 russo, in ogni caso questi progetti non hanno mai avuto ultimamente tanti fondi data la notevole quantità di minerali uraniferi al mondo (ho letto questa settimana che in USA hanno scoperto una miniera da 300.000tU sicure e 200.000 probabili, mentre per una miniera africana c’è un aumento delle risorse estraibili del 20%, mentre per la miniera spagnola si salamarca c’è un discreto aumento delle riserve estraibili), quei progetti erano un frutto della paura che l’uranio non fosse così raro come è effettivamente, basta solo pensare che i giapponesi stanno studiando metodi per estrarre l’uranio dall’acqua di mare mentre i cinesi stanno estraendo uranio dalle ceneri delle centrali a carbone.
atomi particolarmente resistenti è la prima volta che ne sento parlare, di solito si sente parlare di sezione d’urto……l’U235 ha una sezione d’urto molto bassa per i neutroni veloci mentre si innalza molto per quelli termici, l’U238 invece ha una sezione d’urto bassa per tutte le energie, eccetto per alcune in cui esistono picchi di risonanza, l’U238 poi è fertile con neutroni veloci, quindi nei reattori autofertilizzanti si mette un nocciolo di uranio o plutonio altamente arricchito (tipicamente il 20%) con attorno uranio depleto, questo si fertilizza e diventa plutonio239. o superiori, a seconda del burnup, con burnup attorno ai 100MWd si possono fare ordigni nucleari, con bruciamenti superiori no, il plutonio si sporca troppo di altri superiori che hanno la brutta volontà di autofissionarsi da soli prima di raggiungere la massa critica (nell’uranio ci sono circa 8 fissioni spontanee ogni milione di decadimenti radioattivi, salendo le fissioni spontanee prevalgono notevolmente, con picchi per alcuni atomi in particolare)
i reattori di IV gen sono di svariati tipi, ci sono sia reattori al sodio, poi reattori ad acqua leggera, poi un ritorno ai vecchi reattori a gas, e usano spettri energetici ognuno differenti, ad esempio i VHTR hanno burnup molto alti (attorno ai 250GWd prospettati, contro i 45 odierni ed i 70 degli EPR)
come ha ben detto, il riprocessamento non è un processo economico di per sè, lo diventa però se si considerano tutte le fasi, infatti si ha una produzione di plutonio combustibile (non weapons grade, il Pu239 deve essere >93% mentre con alti burnup è di circa il 40% e non è economicamente conveniente l’arricchimento, molto più economico l’arricchimento dell’urano visto che la differenza di massa atomica è molto maggiore)
nessuno fra i siti di riprocessamento è in fase di dismissione, il sito di sellafield è solo in parte in dismissione, visto che ci stanno ancora riprocessando le nostre barre di latina e ci riprocessano le barre dei loro reattori. come scritto prima, il plutonio che deriva da combustibile con burnup >100MWd è inutilizzabile epr ordigni nucleari, infatti si devono utilizzare o reattori ad aria-grafite che non si devono fermare per la ricarica, o CANDU, o ad acqua pesante in genere, oppure LWGR, che possono essere ricaricati in funzione. tutti i reattori che devono essere spenti per la ricarica sono preclusi a prescindere da intenti bellici (a meno di non spegnere il reattore una volta a settimana, ma spegnere un impianto da 1000MW è MOLTO visibile)
se gli 83mc di acqua di sellafield sono come quelli della kashiwari-karima, ne chiedo subito una bottiglia, che è più radioattiva la lurisia.
non riesco poi a capire cosa intenda per “tombare” e “raffreddare” visto che sono usati in modo improprio. il tombamento è una tecnica di decommissioning na volta molto in voga (in via teorica) ed oggi utilizzata per pochissimi impianti, fra cui appunto sellafield. questo consiste nell’allontanare tutto il materiale fissile e lasciare in loco solamente il materiale arrivato o contaminato, chiudere tutto ermeticamente (o lasciare una unica apertura sorvegliata per il ricircolo dell’aria) e monitorare al minimo la zona, passato qualche decennio si riapre e si va a smantellare tutto visto che la dose ai lavoratori è notevolmente diminuita (si segue sempre il principio ALARA)
http://www.world-nuclear.org/info/inf29.html
essendo il MOX uranio + plutonio al 7% (per reattori con arricchimento al 4.5% di U235, visto che non tutto il plutonio è fissile) alla discarica si ha circa il il 5% in plutonio, ancora meno fissile della partenza ma cmq tutto re-riprocessabile, non ho però mai sentito oltre la 7° generazione di riprocessamento.
il plutonio è a rischio di fissione spontanea se concentrato, basta solo non concentrarlo, come dire che le armi da fuoco uccidono, uccidono se spari……
se a La Hague ci sono solo 600 tonnellate e crescono di 100 tonnellate all’anno, allora hanno iniziato nel 2004? a me risulta che hanno iniziato da qualche decennio…..
in attesa della prossima risposta, sperando che non passi un’altro mese……
Non ho mai letto tante fesserie quanto questi fantomatici 11 punti di Paolo Brutti per dire no al nucleare!
Non riesco a postare le riposte a questi deliranti 11 punti, rimando quindi a questo thread:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70
Manderò la risposta direttamente all’autore (Paolo Brutti) per email.
Ho postato qui la risposta:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=78&pid=454#pid454