A Roma alte colonne di fumo

Si parte per Roma, con il pullman dell’Idv pieno fino all’ultimo posto, per gridare in faccia a questo governo tutto lo sdegno, diciamo pure lo schifo, davanti alla trafila di soverchierie, soprusi, cialtronate, degne di una dittatura di cartone. Si parte con la segreta e amara consapevolezza (almeno per noi meno giovani) che non c’era neanche bisogno del decreto salvaliste o della spudorata occupazione in Rai per giustificare la protesta. C’è sempre (anche a sinistra) qualcuno che osserva queste sollevazioni con un briciolo di distacco, approvandole nell’insieme ma preferendo entrare nel singolo decreto o nella singola intercettazione, a legittimare una propria autonomia intellettuale. Somigliano a quelli che, presi di peso dai pompieri mentre la casa brucia, ringraziano i soccorritori con un sorriso per poi sussurrare al vicino: “…certo, i pompieri di una volta erano un’altra cosa”.

Si parte per Roma, bruciata da Nerone, con la speranza che almeno le alte colonne di fumo convincano tutti che l’incendio è grave. Anche se il fuoco divampa da tempo.



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