Potremmo chiamarlo “patto di coerenza”, ma basterebbe la sola parola “coerenza” a spiegare perchè siamo qui, alla vigilia di una consultazione elettorale che comporterà un quinquennio di duro lavoro. Secondo la fonte etimologica essere coerenti significa “essere uniti tenacemente con altre parti simili”. E così la coesione è “la connessione fra le parti di un sistema, di un ragionamento, fra l’operare e il pensare”. E’ quanto di più moderno e provvidenziale la politica può esprimere, specie nell’Italia squinternata di oggi.
Noi intendiamo dare conto delle nostre azioni, in perfetta coerenza con quanto dichiarato. E lo facciamo perché siamo “uniti tenacemente” ai nostri elettori, che sentiamo “simili a noi”. Ai candidati di Forza Italia, per non fare nomi, si raccomanda di usare poche parole, molto semplici, “perché l’elettore medio questo capisce”. C’è un infinito disprezzo dietro questo atteggiamento e la riprova sta nell’ipersensibilità di fronte alle inchieste giudiziarie e agli scandali che su quel fronte non mancano mai: non hanno alcuna fiducia, loro, nell’autonomia di giudizio dei propri elettori, li considerano una mandria influenzabile da un titolo di giornale, da una diceria, per questo si accaniscono sui mezzi di informazione.
L’Italia dei Valori ha un’altra considerazione di se stessa e dunque del proprio elettorato: ama parlare chiaro, senza giri di parole, sa bene che un impegno preso va rispettato. E quando, eccezionalmente, si profila una deroga (il caso De Luca) se ne parla pubblicamente e si pongono condizioni nero su bianco.
La coerenza, quindi, sarà il nostro distintivo per i prossimi cinque anni di governo regionale (probabili, stando ai sondaggi). Siamo nella coalizione di centrosinistra e con coerenza vi comunicheremo tutti gli atti legislativi, compresi quelli più scomodi, dandone conto attraverso le telecamere web, per smascherare qualsiasi tentativo di accordo sottobanco. Questo non significa mettere i bastoni tra le ruote all’esecutivo ma richiamare tutti agli impegni presi, cominciando da noi stessi.
Era una premessa essenziale in vista dei cinque anni che ci attendono: le sofferenze cui vanno incontro molti nostri concittadini disoccupati (compresi coloro che ci detestano) meritano un rispetto e una serietà di comportamenti esemplari. Leggetevi, nelle pagine che seguono, i punti del nostro programma: all’interno delle tradizionali battaglie sulla legalità, sulle politiche del lavoro, sugli innovativi mezzi di sostegno per le piccole e medie imprese, sull’abbattimento delle spese della politica e ancora sull’ambiente e l’energia per evitare privatizzazioni dell’acqua e incrementare le fonti alternative, sugli introiti derivati dal miglior uso dei rifiuti e l’incentivazione della bioedilizia (tutte tematiche che ci vedono estremanente vicini ai movimenti della rete, a cominciare dalla Lista Cinque Stelle), troverete soluzioni concrete e pratiche che possono aiutare l’Umbria a fronteggiare la forte crisi in atto. Alla faccia dei patetici suonatori di piffero, questo è l’unico modo per venirne fuori: “coerenti”, noi e voi.