Rifiuti: riciclo integrale e chiusura progressiva degli impianti di termovalorizzazione esistenti. Ecco la scelta dell’Idv

Gli impianti di dissociazione molecolare sono, in sostanza, impianti di gassificazione, che producono un composto gassoso di metano, idrogeno e anidride carbonica, utile per una ulteriore fase di combustione, al fine di generare calore o energia elettrica. L’efficienza degli impianti è modesta. Le temperature a cui funzionano sono basse e quindi adatte alla formazione di diossine. La neutralizzazione di questi composti è molto problematica e comunque comporta la formazione di melecole di cloro, che inquinano il gas in formazione. Sono necessari lavaggi, per poterlo usare nelle turbine e occorre molta energia sia per avviare il ciclo di riscaldamento dei rifiuti sia per portare il gas a temperature che lo rendano utilizzabile nelle turbina. Infine il processo termina con la combustione del syngas e con la produzione di gas serra. Per questi motivi la dissociazione molecolare non da privilegiare rispetto ai trattamenti già esistenti, applicabili alla frazione secca che risulta dalla raccolta differenziata ordinaria. Esistono tecnologie di TMB (trattamenti meccanoco-biologici) come quelle adottate dal centro di Vedelago, che riescono a riciclare oltre il 90% della frazione secca finale e rendono del tutto accessorio se non inutile un impianti di dissociazione molecoilare che chiuda il ciclo. Naturalmente, se la differenziazione è sotto il 50%, se all’origine della formazione del rifiuto non si fa nulla, se l’aternativa unica è la termovalorizzazione classica ad alta remperatura e in ambiente ricco di ossigeno, allora il dissociatore molecolare è un male minore, sempre avendo presente che si tratta di un impianto poco sperimentato e la cui conduzione può portare ad importazione di rifiuti da luoghi remoti, visto che il dissociatore molecolare opera anche sul rifiuto così detto “tal quale”. La scelta politica dell’IdV è quella del riciclo integrale dei rifiuti e della chiusura progressiva degli impianti di termovalorizzazione esistenti.”



Una risposta to “ Rifiuti: riciclo integrale e chiusura progressiva degli impianti di termovalorizzazione esistenti. Ecco la scelta dell’Idv ”

  1. Luca Roggi scrive:

    Egr. Sig. Brutti, le sue considerazioni sui gassificatori di rifiuti (volg. “dissociatori molecolari”) sono condivisibili, pure se parziali. Infatti non si considerano diversi aspetti, come le ceneri risultanti dal processo e i letti di purificazione, ambedue rifiuti speciali impossibili da smaltire. Inoltre dalla combustione del syngas non esce solo CO2, ma tutti i composti presenti nei rifiuti, che, essendo estremamente variabili, rendono variabili e impossibili da monitorare anche le emissioni derivanti dalla combustione del syngas. Attualmente la legge non prevede alcuna normativa per questi impianti, e la stessa legge sul monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e’ obsoleta. Sappia che n Toscana l’ IDV ha sempre votato A FAVORE degli inceneritori, forse lei non lo sa, ma la sua linea personale, peraltro lodevole, non e’ rappresentativa del suo partito, visto che viene sconfessata puntualmente e costantemente sul territorio. Ormai nei comitati non ci fidiamo piu’ delle chiacchiere. Vogliamo dei fatti.
    Se pensa di poter fare qualcosa di concreto mi contatti pure.

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