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	<title>Commenti per Paolo Brutti</title>
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	<link>http://www.paolobrutti.it</link>
	<description>Il blog di Paolo Brutti</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 01:42:04 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Commenti su Nucleare 1, undici motivi per dire no di matteo</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/02/undici-punti-per-dire-no-al-nucleare/comment-page-1/#comment-157</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 21:55:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/2010/02/undici-punti-per-dire-no-al-nucleare/#comment-157</guid>
		<description>Ho postato qui la risposta:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=78&amp;pid=454#pid454</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho postato qui la risposta:<br />
<a href="http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=78&amp;pid=454#pid454" rel="nofollow">http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=78&amp;pid=454#pid454</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nucleare 1, undici motivi per dire no di matteo</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/02/undici-punti-per-dire-no-al-nucleare/comment-page-1/#comment-156</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 15:35:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/2010/02/undici-punti-per-dire-no-al-nucleare/#comment-156</guid>
		<description>Non ho mai letto tante fesserie quanto questi fantomatici 11 punti di Paolo Brutti per dire no al nucleare! 
Non riesco a postare le riposte a questi deliranti 11 punti, rimando quindi a questo thread:
http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70
Manderò la risposta direttamente all'autore (Paolo Brutti) per email.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai letto tante fesserie quanto questi fantomatici 11 punti di Paolo Brutti per dire no al nucleare!<br />
Non riesco a postare le riposte a questi deliranti 11 punti, rimando quindi a questo thread:<br />
<a href="http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70" rel="nofollow">http://www.nuclearmeeting.com/forum/showthread.php?tid=70</a><br />
Manderò la risposta direttamente all&#8217;autore (Paolo Brutti) per email.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;Umbria che cambia di Pier Paolo Mattioni</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/06/lumbria-che-cambia/comment-page-1/#comment-155</link>
		<dc:creator>Pier Paolo Mattioni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:27:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/?p=675#comment-155</guid>
		<description>Caro Paolo, 
da modesto frequentatore di blog e socialnetwork qule sono mi perdo spesso i tempi o arrivo tardi ... Ho letto questo che sto vedendo e mi soffermo solo sulle ultime parole: "E nessuno di noi intende recedere". Mi fa molto piacere, anche se penso che ci sarà da sudare. Il fatto è che l'altra sera, giovedi 8 luglio, la Marini ha fatto una sosta qui a Orvieto per via della festa dell'ass. Emily, una associazione di donne del centro-sinistra, più che altro prossime al PD. Erano presenti delle mia amiche dell'ass.ne Amici della Terra di cui anche io faccio parte, e le ho accompagnate. Loro hanno posto delle domande semplici e sentite qui a Orvieto, ovvero, in sintesi, quale è la posizione della Regione in merito al Piano d'ambito dell'ATI del ternano, che prevede l'inceneritore a Terni e la terza discarica sul terzo famigerato calanco a Orvieto. La Marini, senza alcuna titubanza ha risposto che, in parole povere, il Piano regionale prevede queste cose e quindi non c'è tanto da discutere. Noi, non solo gli Amici della Terra, ma anche IdV non solo di Orvieto, ma mi pare di Terni, a meno di rimettere in discussione i programmi sulla base dell'andamento degli organismi in corso di elezione, riteniamo invece che ci sia molto da discutere per innovare nella discontinuità, a partire da questo tema già anche troppo fritto e rifritto, me ne rendo conto .
La Marini secondo me non può essere così secca, bisogna che il Piano stesso se lo legga meglio, specie dove prevede anche alternative capisco rivoluzionarie e forse indigeribili per Acea o Gesenu. Io, e tanti altri, siamo fortemente preoccupati, dal momento che non facciamo politica solo per la teoria degli schieramenti e dei sistemi, ma per cercare di risolvere in modo decente le cose. Questa sarà una battaglia centrale e, a mio parere decisiva per il ruolo dello stesso partito in Umbria.
Un caro saluto, Pier Paolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Paolo,<br />
da modesto frequentatore di blog e socialnetwork qule sono mi perdo spesso i tempi o arrivo tardi &#8230; Ho letto questo che sto vedendo e mi soffermo solo sulle ultime parole: &#8220;E nessuno di noi intende recedere&#8221;. Mi fa molto piacere, anche se penso che ci sarà da sudare. Il fatto è che l&#8217;altra sera, giovedi 8 luglio, la Marini ha fatto una sosta qui a Orvieto per via della festa dell&#8217;ass. Emily, una associazione di donne del centro-sinistra, più che altro prossime al PD. Erano presenti delle mia amiche dell&#8217;ass.ne Amici della Terra di cui anche io faccio parte, e le ho accompagnate. Loro hanno posto delle domande semplici e sentite qui a Orvieto, ovvero, in sintesi, quale è la posizione della Regione in merito al Piano d&#8217;ambito dell&#8217;ATI del ternano, che prevede l&#8217;inceneritore a Terni e la terza discarica sul terzo famigerato calanco a Orvieto. La Marini, senza alcuna titubanza ha risposto che, in parole povere, il Piano regionale prevede queste cose e quindi non c&#8217;è tanto da discutere. Noi, non solo gli Amici della Terra, ma anche IdV non solo di Orvieto, ma mi pare di Terni, a meno di rimettere in discussione i programmi sulla base dell&#8217;andamento degli organismi in corso di elezione, riteniamo invece che ci sia molto da discutere per innovare nella discontinuità, a partire da questo tema già anche troppo fritto e rifritto, me ne rendo conto .<br />
La Marini secondo me non può essere così secca, bisogna che il Piano stesso se lo legga meglio, specie dove prevede anche alternative capisco rivoluzionarie e forse indigeribili per Acea o Gesenu. Io, e tanti altri, siamo fortemente preoccupati, dal momento che non facciamo politica solo per la teoria degli schieramenti e dei sistemi, ma per cercare di risolvere in modo decente le cose. Questa sarà una battaglia centrale e, a mio parere decisiva per il ruolo dello stesso partito in Umbria.<br />
Un caro saluto, Pier Paolo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Firmiamo per l&#8217;acqua pubblica di Cincinnato</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/03/mangiarsi-lacqua/comment-page-1/#comment-154</link>
		<dc:creator>Cincinnato</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 08:13:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/?p=569#comment-154</guid>
		<description>C'è da ritenere che il raggiungimento del quorum risentirà della posizione e relativi comportamenti del PD sui quesiti referendari. Quale reale posizione sta maturando il vertice e la base del PD? 
Quali miglioramenti potevano essere ottenuti con un contrasto sufficiente alla lrgge, in Parlamento, da parte del PD?
Per non sciupare ancora una volta lo strumento referendario sembrerebbe importante un'azione fortemente condivisa e coorentemente presentata alla società civile da parte dell'opposizione "coalizzata".
La parte di società più sensibile, i comitati, i movimenti con il loro strumenti di comunicazione, anche moderni e integrati, non riescono a portare metà degli elettori alle urne se i maggiori partiti, "coalizzati", si impegnano con tenacia a presentare un fronte di obiettivi confusi, altalenanti e pieni di astiose rappresentazioni che, il più delle volte hanno invece nei protagonisti importantii convivenze paciose.
Si rischia di non andare da nessuna parte, nemmeno contro una legge "infame".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è da ritenere che il raggiungimento del quorum risentirà della posizione e relativi comportamenti del PD sui quesiti referendari. Quale reale posizione sta maturando il vertice e la base del PD?<br />
Quali miglioramenti potevano essere ottenuti con un contrasto sufficiente alla lrgge, in Parlamento, da parte del PD?<br />
Per non sciupare ancora una volta lo strumento referendario sembrerebbe importante un&#8217;azione fortemente condivisa e coorentemente presentata alla società civile da parte dell&#8217;opposizione &#8220;coalizzata&#8221;.<br />
La parte di società più sensibile, i comitati, i movimenti con il loro strumenti di comunicazione, anche moderni e integrati, non riescono a portare metà degli elettori alle urne se i maggiori partiti, &#8220;coalizzati&#8221;, si impegnano con tenacia a presentare un fronte di obiettivi confusi, altalenanti e pieni di astiose rappresentazioni che, il più delle volte hanno invece nei protagonisti importantii convivenze paciose.<br />
Si rischia di non andare da nessuna parte, nemmeno contro una legge &#8220;infame&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;Umbria che cambia di Deodato</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/06/lumbria-che-cambia/comment-page-1/#comment-153</link>
		<dc:creator>Deodato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 18:26:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/?p=675#comment-153</guid>
		<description>La crisi economica imporrà inevitabilmente, come già si è cominciato a vedere, una decisa lotta agli sprechi, e quindi ai costi della politica e della publica amministrazione.
Su questa strada mi pare che Di Pietro, da quanto ho sentito in un'intervista di alcuni giorni orsono a Radioanchio, mi è sembrato assolutamente deciso ad andare avanti.
E sono d'accordissimo, perchè secondo me quella non dei pannicelli caldi ma di una riforma strutturale dell'ordinamento ammistrativo e istituzionale è l'unico modo per salvare il paese dal disastro.
In una regione piccola come l'Umbria andrebbero quindi abolite le province, le cui competenze per troppi aspetti si sovrappongono a quelle della Regione o di altri enti locali, ma anche accorpati i comuni sotto un congruo numero di abitanti.
E questa è una riforma che potrebbe fare la stessa Regione, e che anzi aveva già avviato negli anni passati con l'istituzione dei Consorzi o Associazioni di comuni.
Una dozzina di consorzi, in luogo dei 90 comuni e comunelli, che potrebbero accorpare anche le competenze delle Comunità Montane, significherebbe eliminare un bel po' di organi collegiali e monocratici, nonchè qualifiche dirigenziali apicali, pur fermi restando gli organici degli uffici, con un sostanziale vantaggio sia sul piano economico che dell'efficienza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica imporrà inevitabilmente, come già si è cominciato a vedere, una decisa lotta agli sprechi, e quindi ai costi della politica e della publica amministrazione.<br />
Su questa strada mi pare che Di Pietro, da quanto ho sentito in un&#8217;intervista di alcuni giorni orsono a Radioanchio, mi è sembrato assolutamente deciso ad andare avanti.<br />
E sono d&#8217;accordissimo, perchè secondo me quella non dei pannicelli caldi ma di una riforma strutturale dell&#8217;ordinamento ammistrativo e istituzionale è l&#8217;unico modo per salvare il paese dal disastro.<br />
In una regione piccola come l&#8217;Umbria andrebbero quindi abolite le province, le cui competenze per troppi aspetti si sovrappongono a quelle della Regione o di altri enti locali, ma anche accorpati i comuni sotto un congruo numero di abitanti.<br />
E questa è una riforma che potrebbe fare la stessa Regione, e che anzi aveva già avviato negli anni passati con l&#8217;istituzione dei Consorzi o Associazioni di comuni.<br />
Una dozzina di consorzi, in luogo dei 90 comuni e comunelli, che potrebbero accorpare anche le competenze delle Comunità Montane, significherebbe eliminare un bel po&#8217; di organi collegiali e monocratici, nonchè qualifiche dirigenziali apicali, pur fermi restando gli organici degli uffici, con un sostanziale vantaggio sia sul piano economico che dell&#8217;efficienza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Davanti a San Guido&#8230; di Deodato</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/06/davanti-a-san-guido/comment-page-1/#comment-152</link>
		<dc:creator>Deodato</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 08:01:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/?p=683#comment-152</guid>
		<description>Caro Brutti, colgo l'occasione per qualche considerazione sulla ricostruzione in Abruzzo. Non ho notizie dettagliate, ma in base alle mie precedenti esperienze (dal Friuli alle numerose vicende post terremoto dell'Umbria, che ho vissuto direttamente) ho la sensazione che la situazione, soprattutto per quanto riguarda L'Aquila, rischia di risolversi in una catastrofe, e ciò per merito soprattutto della regia megalomane imposta dall'attuale capo del Governo.
La serie, purtroppo numerosa, di eventi sismici che si sono ripetuti in Italia dal dopoguerra  (senza contare quelli storici) avrebbe dovuto portare ormai all'adozione di prassi operative ben sperimentate, e quindi consolidate, nelle varie fasi successive all'evento (prima emergenza = soccorsi e ricoveri immediati, ossia tendopoli, treni o alberghi -seconda emergenza = villaggi prefabbricati per un'ospitalità di alcuni anni - fase della ricostruzione, distinta fra quella "leggera",semplice riparazione dell'esistente e la vera ricostruzione "pesante" fino all'eventuale trasferimento di interi abitati, da avviare per l'enorme complessità solo sulla base di un'adeguata pianificazione urbanistica ed una programmazione socio economica pluriennale).
Invece la scelta di Berlusconi di saltare "le baracche" per iniziare subito con le "new town", cioè interventi sporadici al di fuori di qualsiasi pianificazione, col solo intento di stupire i babbei, rischia a mio avviso di lasciare i terremotati col culo per terra.
Soprattutto c'è il rischio che, mancando adeguati piani di recupero e conseguenti finanziamenti, una città storica come L'Aquila (unico capoluogo di regione devastato da un evento sismico, dopo quello di Messina e Reggio C.) rimanga allo stato di rudere.
Una prospettiva gravissima, di cui sulla stampa trapela poco e che ritengo invece il nostro partito dovrebbe denunciare con la massima energia.
Ti chiedo allora se come presidente del Dipartimento Tematico tu sei più informato su eventuali iniziative dell'IDV a questo riguardo, sia a livello centrale che periferico.
Cordiali saluti.    G. Deodato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Brutti, colgo l&#8217;occasione per qualche considerazione sulla ricostruzione in Abruzzo. Non ho notizie dettagliate, ma in base alle mie precedenti esperienze (dal Friuli alle numerose vicende post terremoto dell&#8217;Umbria, che ho vissuto direttamente) ho la sensazione che la situazione, soprattutto per quanto riguarda L&#8217;Aquila, rischia di risolversi in una catastrofe, e ciò per merito soprattutto della regia megalomane imposta dall&#8217;attuale capo del Governo.<br />
La serie, purtroppo numerosa, di eventi sismici che si sono ripetuti in Italia dal dopoguerra  (senza contare quelli storici) avrebbe dovuto portare ormai all&#8217;adozione di prassi operative ben sperimentate, e quindi consolidate, nelle varie fasi successive all&#8217;evento (prima emergenza = soccorsi e ricoveri immediati, ossia tendopoli, treni o alberghi -seconda emergenza = villaggi prefabbricati per un&#8217;ospitalità di alcuni anni - fase della ricostruzione, distinta fra quella &#8220;leggera&#8221;,semplice riparazione dell&#8217;esistente e la vera ricostruzione &#8220;pesante&#8221; fino all&#8217;eventuale trasferimento di interi abitati, da avviare per l&#8217;enorme complessità solo sulla base di un&#8217;adeguata pianificazione urbanistica ed una programmazione socio economica pluriennale).<br />
Invece la scelta di Berlusconi di saltare &#8220;le baracche&#8221; per iniziare subito con le &#8220;new town&#8221;, cioè interventi sporadici al di fuori di qualsiasi pianificazione, col solo intento di stupire i babbei, rischia a mio avviso di lasciare i terremotati col culo per terra.<br />
Soprattutto c&#8217;è il rischio che, mancando adeguati piani di recupero e conseguenti finanziamenti, una città storica come L&#8217;Aquila (unico capoluogo di regione devastato da un evento sismico, dopo quello di Messina e Reggio C.) rimanga allo stato di rudere.<br />
Una prospettiva gravissima, di cui sulla stampa trapela poco e che ritengo invece il nostro partito dovrebbe denunciare con la massima energia.<br />
Ti chiedo allora se come presidente del Dipartimento Tematico tu sei più informato su eventuali iniziative dell&#8217;IDV a questo riguardo, sia a livello centrale che periferico.<br />
Cordiali saluti.    G. Deodato</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Davanti a San Guido&#8230; di Enrico D'Urso</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/06/davanti-a-san-guido/comment-page-1/#comment-146</link>
		<dc:creator>Enrico D'Urso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 09:14:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/?p=683#comment-146</guid>
		<description>sempre in attesa dal mese di marzo di continuare le discussioni qui:
http://www.paolobrutti.it/2010/02/undici-punti-per-dire-no-al-nucleare/

cordialmente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sempre in attesa dal mese di marzo di continuare le discussioni qui:<br />
<a href="http://www.paolobrutti.it/2010/02/undici-punti-per-dire-no-al-nucleare/" rel="nofollow">http://www.paolobrutti.it/2010/02/undici-punti-per-dire-no-al-nucleare/</a></p>
<p>cordialmente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Indiscrezioni Edf, le centrali nucleari destinate in Italia sarebbero a rischio incidente di Gabrilele</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/04/da-rivelazione-fonte-interna-ad-edf-le-centrali-che-si-vogliono-costruire-in-italia-sarebbero-a-rischio-incidente-nucleare/comment-page-1/#comment-142</link>
		<dc:creator>Gabrilele</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 10:35:47 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Indiscrezioni Edf, le centrali nucleari destinate in Italia sarebbero a rischio incidente di enrico</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/04/da-rivelazione-fonte-interna-ad-edf-le-centrali-che-si-vogliono-costruire-in-italia-sarebbero-a-rischio-incidente-nucleare/comment-page-1/#comment-141</link>
		<dc:creator>enrico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 May 2010 10:58:14 +0000</pubDate>
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		<description>sempre in attesa delle risposte sull'altra pagina del nucleare, poi risponderò anche a questo :)

cordialmente :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sempre in attesa delle risposte sull&#8217;altra pagina del nucleare, poi risponderò anche a questo <img src='http://www.paolobrutti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>cordialmente <img src='http://www.paolobrutti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;invidia del cav. di Eros</title>
		<link>http://www.paolobrutti.it/2010/03/linvidia-del-cav/comment-page-1/#comment-140</link>
		<dc:creator>Eros</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 12:17:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolobrutti.it/?p=585#comment-140</guid>
		<description>Ma sono più quelli che lo invidiano o quelli che lo ammirano? E quali i più folli? Il Suo che sentimento è?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma sono più quelli che lo invidiano o quelli che lo ammirano? E quali i più folli? Il Suo che sentimento è?</p>
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	</item>
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