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	<title>Paolo Brutti</title>
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	<description>Il blog di Paolo Brutti</description>
	<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:10:06 +0000</pubDate>
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		<title>Prestigiacomo, presti attenzione</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 14:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Prestigiacomo, in visita a Flamanville, invece di dileguarsi in affermazioni arcinote e propagandistiche che ricordano il peggior filonuclearismo e si spingono ad affermazioni imprudenti per un ministro dell’Ambiente sulla sicurezza degli impianti nucleari e sulle loro innocuità, che ricordano il nucleare nel giardino di casa dello sfortunato Scajola, dovrebbe invece guardare con attenzione alle difficoltà, alle lungaggini e all’aumento dei costi che caratterizzano proprio la centrale EPR di Flamanville, prototipo di quelle che si vorrebbero fare in Italia. Costa il doppio di quello previsto, ci mette il doppio del tempo per essere costruita e tutto questo proprio e solo perché non riesce a superare gli standard di sicurezza dei quali si vanta. Voglio dire al ministro Prestigiacomo che esistono note riservate interne ad ARENA che dicono che nelle condizioni attuali previste per l’esercizio c’è un rischio concreto di esplosione della centrale. La Prestigiacomo faccia presto a concludere la sua ispezione al sito e non ne programmi altre durante il funzionamento della centrale se ci tiene alla sua pelle.</p>
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		<title>Davanti a San Guido&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>

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		<description><![CDATA[Illuminante e mortificante lettera, a firma Anna Lucia Bonanni, pubblicata da &#8220;Il Fatto&#8221;. All&#8217;Aquila Gianni Letta, il presidente della Regione Abruzzo Chiodi e il mitico Bertolaso, passato in queste ore proprio a Perugia, sono andati a inaugurare il rifacimento della facciata della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Niente a che vedere col sisma, spiega la lettrice: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Illuminante e mortificante lettera, a firma Anna Lucia Bonanni, pubblicata da &#8220;Il Fatto&#8221;. All&#8217;Aquila Gianni Letta, il presidente della Regione Abruzzo Chiodi e il mitico Bertolaso, passato in queste ore proprio a Perugia, sono andati a inaugurare il rifacimento della facciata della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Niente a che vedere col sisma, spiega la lettrice: i lavori erano cominciati prima del tragico evento e si sono conclusi grazie ai fondi della Sovrintendenza. La signora Anna Lucia, giunta per protestare con un innocuo<br />
cartello contro queste patetiche passerelle, non solo è stata fatta allontanare ma, per evitare che i telegiornali intercettassero un solo<br />
fischio a Bertolaso, il capo della Protezione civile è stato fatto passare dalla Porta Santa, quella sul retro che viene violata una sola volta all&#8217;anno, tra il 28 e il 29 di agosto, in ricordo della cosiddetta &#8220;perdonanza&#8221; di Celestino V (per giunta poderosamente puntellata per motivi di sicurezza). Insomma, &#8220;davanti a San Guido&#8221; una delle tre Porte giubilari presenti nel mondo è stata dischiusa come una qualsiasi uscita di sicurezza. D&#8217;altra parte per Bertolaso il Giubileo non è un&#8217;occasione per rimettere i peccati commessi ma per rimettere le commesse ai peccatori.</p>
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		<title>Berlusconi e il ragazzino</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 23:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Berlusconi; intercettazioni;]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un aspetto agghiacciante nell&#8217;insolente pagliacciata messa in atto da Berlusconi in merito alle intercettazioni. Se a un ragazzino di sedici anni impedisci di scaricare musica dal computer (è già avvenuto qualche buon anno fa), il giovanotto, quello coi calzoni calati che dice &#8220;bella, amico&#8221; e non distingue un Capo di Stato da un Primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un aspetto agghiacciante nell&#8217;insolente pagliacciata messa in atto da Berlusconi in merito alle intercettazioni. Se a un ragazzino di sedici anni impedisci di scaricare musica dal computer (è già avvenuto qualche buon anno fa), il giovanotto, quello coi calzoni calati che dice &#8220;bella, amico&#8221; e non distingue un Capo di Stato da un Primo ministro, risolve il problema in poche ore: lui scarica i pochi secondi del suo brano preferito (quelli che la legge consente), il suo amico altri secondi, la fidanzata altri ancora finché tutti insieme ricostruiscono la canzone per intero.</p>
<p>A questo punto cosa accadrà di fronte a una legge che impedisce di pubblicare le intercettazioni in Italia? La mattina prima dell&#8217;entrata in vigore io, giornalista, chiedo a un amico neozelandese, uzbeko, svizzero italiano, di inserire una finestra italiana nel suo sito (oppure di registrare una testata del tutto simile alla mia), quindi di pubblicare le tanto temute intercettazioni. Da parte mia basterà titolare &#8220;Ecco cosa si sono detti Berlusconi e Minzolini&#8221; e mettere il link della testata straniera. Così le intercettazioni non solo continueranno a circolare ma cominceranno ad avere anche un prezzo in euro.</p>
<p>Tutte cose che il ragazzino coi pantaloni calati sa benissimo. Ma che, al contrario, Berlusconi e i suoi solerti suggeritori (compreso qualche milionario conduttore tv) non sanno. Così, mentre il fallimento economico è alle porte, un intero paese si mobilita per un problema che un ragazzotto incolto e appena dotato risolverebbe in un&#8217;ora.</p>
<p>Quando i nostri figli verranno umiliati dai loro parietà coreani, indiani, malgasci e congolesi, di gran lunga superiori a loro per esperienze e conoscenze, sapremo chi ringraziare. Ma voi elettori di centrodestra, come fate a votarlo ancora?</p>
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		<title>L&#8217;Umbria che cambia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le nostre proposte, avanzate nella prima seduta di Consiglio regionale, hanno un carattere fortemente innovativo. Sono un&#8217;occasione per la Giunta di intraprendere una profonda trasformazione che segnali l&#8217;Umbria come regione modello nell&#8217;impiego delle risorse pubbliche. Nel profluvio di parole e proclami inaugurali si rischia di perdere il senso e l&#8217;importanza delle posizioni assunte su acqua pubblica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le nostre proposte, avanzate nella prima seduta di Consiglio regionale, hanno un carattere fortemente innovativo. Sono un&#8217;occasione per la Giunta di intraprendere una profonda trasformazione che segnali l&#8217;Umbria come regione modello nell&#8217;impiego delle risorse pubbliche. Nel profluvio di parole e proclami inaugurali si rischia di perdere il senso e l&#8217;importanza delle posizioni assunte su acqua pubblica, smaltimento dei rifiuti, infrastrutture ferroviarie, piano energetico e agricoltura, con politiche capaci di incidere nel profondo del sistema-regione, supportate da una decisa lotta agli sprechi. Su queste proposte, peraltro aderenti agli intenti della presidente Marini, si gioca la nostra presenza a Palazzo Cesaroni. E nessuno di noi intende recedere.</p>
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		<title>La stirpe che storpia</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 09:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Chi l&#8217;ha detto che invecchiando si migliora? Piersilvio Berlusconi ha appena inaugurato il suo yacht di 37 metri al costo di 18 milioni di euro, tradotto in vecchie lire circa un miliardo a metro. Si tratta di un natante costruito in Italia, tengono a ribadire in casa Mediaset, ed è pur vero che un imprenditore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi l&#8217;ha detto che invecchiando si migliora? Piersilvio Berlusconi ha appena inaugurato il suo yacht di 37 metri al costo di 18 milioni di euro, tradotto in vecchie lire circa un miliardo a metro. Si tratta di un natante costruito in Italia, tengono a ribadire in casa Mediaset, ed è pur vero che un imprenditore di successo è libero di festeggiare come crede la nascita del suo secondogenito. Le cose cambiano, in parte, se si è figli di un presidente del Consiglio che invita un intero popolo a fare sacrifici ma anche in questo caso i centrodestri si affannano a dire che spendere non è un delitto, tutt&#8217;altro, ed è probo farlo, specie se l&#8217;investimento ricade nel sistema Italia.</p>
<p>Premesso che esistono modi economicamente più virtuosi di utilizzare 18 milioni di euro, quello che lascia perplessi è la lenta &#8220;paternizzazione&#8221; del rampollo Berlusconi, inizialmente più sobrio del padre nel gestire la propria immagine. Ultimamente è entrato nei suoi studi tv per omaggiare la giovane e gravida moglie, ovviamente conduttrice di un importante programma Mediaset, con tanto di mazzo di rose. Si è fatto &#8220;sorprendere&#8221; dall&#8217;house organ di famiglia con la figlia maggiorenne avuta in gioventù. Imperversa nelle copertine dei giornali amici. Questo vivere sotto i riflettori cercandone la luce ricalca un atteggiamento da Windsor &#8220;de noantri&#8221;, (pare addirittura che il primogenito sia destinato a chiamarsi Silvio, nipote di Silvio, figlio di Piersilvio e di mamma Silvia, che per comodità chiameremo C).</p>
<p>Nulla a che vedere, insomma, con le tante famiglie di imprenditori italiani che spendono i loro milioni come pare a loro senza però interferire pesantemente nel sistema dei media, traendone enormi vantaggi in termini d&#8217;influenza politica ed economica. Nulla a che vedere con i veri Windsor che, in tempi di crisi, si adeguano alla generale morigeratezza. Voler fare gli imprenditori e i monarchi prendendo il meglio delle due condizioni è un tipico atteggiamento da nonno Silvio. Di questo passo Silvietto jr ciuccerà il latte e noi avremo le coliche.</p>
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		<title>I bamboccioni e l&#8217;Istat</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 19:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ci voleva il rapporto dell&#8217;Istat per sbattere in faccia agli italiani la verità sui &#8220;bamboccioni&#8221;, un termine coniato dall&#8217;ex ministro Padoa Schioppa che nell&#8217;occasione denunciò tutti i suoi anni e la sua appartenenza a un&#8217;Italia che non esiste più. Dal 1983 sono quasi triplicati i 30-34enni che restano, loro malgrado, in famiglia (dall&#8217;11,8% al 28,9% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci voleva il rapporto dell&#8217;Istat per sbattere in faccia agli italiani la verità sui &#8220;bamboccioni&#8221;, un termine coniato dall&#8217;ex ministro Padoa Schioppa che nell&#8217;occasione denunciò tutti i suoi anni e la sua appartenenza a un&#8217;Italia che non esiste più. Dal 1983 sono quasi triplicati i 30-34enni che restano, loro malgrado, in famiglia (dall&#8217;11,8% al 28,9% del 2009). E&#8217; una situazione del tutto anomala rispetto agli altri Paesi europei, per giunta alimentata dall&#8217;incosistenza delle politiche governative e dalla cultura primordiale tipica dell&#8217;entourage berlusconiano, ben lieto di appropriarsi dell&#8217;uscita più infelice del governo Prodi. Tuttavia, quello che neanche l&#8217;Istat dice è che i &#8220;bamboccioni&#8221;, ovvero i figli di papà dediti a godersi la vita anziché a lavorare, alla fine un impiego lo trovano, proprio perché figli di persone solitamente introdotte e perché mossi da modeste ambizioni personali. Coloro che restano a casa, senza volerlo, sono sempre più spesso i giovani preparati, giustamente desiderosi di vedere legittimati i loro anni di studio, gente che vorrebbe rinnovare un Paese bolso in virtù di fresche competenze, che si pone in chiave critica rispetto al sistema attuale. Sono questi giovani che si vedono sfuggire la vita tra le mani mentre i bamboccioni crescono e si riproducono, interpretando il proprio lavoro come una fastidiosa parentesi tra una vacanza e l&#8217;altra.</p>
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		<title>La bellezza del referendum</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 13:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[A noi dell&#8217;Italia dei Valori capita spesso di sentirci straordinariamente normali. Ci scandalizziamo se la legge non è uguale per tutti, ci ribelliamo se un evasore multimiliardario e camorrista viene agevolato rispetto a un padre e una madre di famiglia, chiediamo le dimissioni di presidenti, ministri e sottosegretari palesemente corrotti. Cose normali, insomma. Eppure straordinarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A noi dell&#8217;Italia dei Valori capita spesso di sentirci straordinariamente normali. Ci scandalizziamo se la legge non è uguale per tutti, ci ribelliamo se un evasore multimiliardario e camorrista viene agevolato rispetto a un padre e una madre di famiglia, chiediamo le dimissioni di presidenti, ministri e sottosegretari palesemente corrotti. Cose normali, insomma. Eppure straordinarie in questo eccentrico Paese che è l&#8217;Italia.</p>
<p>Ora stiamo raccogliendo le firme per i tre referendum contro il ricorso all&#8217;energia nucleare, contro la privatizzazione della rete idrica e contro l&#8217;assurda legge sul legittimo impedimento. Qualcuno, perfino a sinistra, storce il naso, considera il referendum un boomerang, uno strumento vecchio e inflazionato, controproducente se non si raggiunge il quorum. Basterebbe questo atteggiamento, questo modo distorto di pensare a convincerci del contrario. L&#8217;importanza dell&#8217;istituto referendario, la bellezza democratica di sedersi a un tavolo per raccogliere le firme di chi la pensa come te, guardarlo negli occhi, convivere con chi ti passa davanti e ha convinzioni diametralmente opposte, tutto questo è politica al più alto livello ed è becero, stupido e deleterio ragionare in termini tattici. Se molti referendum falliscono per il mancato raggiungimento del quorum non vuol dire che questa soluzione debba essere abbandonata, anzi, se è il caso va sostenuta abbassando la percentuale che ne decreta la validità. In fondo le elezioni politiche non tengono conto delle percentuali altissime di non votanti. Perché il referendum deve confrontarsi con la totalità del corpo elettorale quando gli astenuti alle urne superano di gran lunga il 30 per cento?</p>
<p>E&#8217; così che si salva la democrazia nei tempi bui, preservando e tutelando i suoi strumenti più preziosi. Veniteci a trovare nei tavoli sparsi in tutta Italia per i tre referendum. La raccolta sta andando al di sopra di ogni aspettativa e mentre gli esegeti &#8220;blablano&#8221; (neologismo che calza loro a pennello), cresce il numero degli italiani straordinariamente normali stanchi di essere straordinari.</p>
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		<title>Va evitato il disastro nell&#8217;Adriatico</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 15:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gravissimo disastro ambientale a largo delle coste della Louisiana dimostra due cose. La è che il sistema di estrazione del petrolio da piattaforme marine non ha ancora standard di sicurezza capace di impedire i disastri ambientali maggiori, mentre dovrebbe essere del tutto evidente che queste trivellazioni dovrebbero avvenire in condizioni di sicurezza almeno rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gravissimo disastro ambientale a largo delle coste della Louisiana dimostra due cose. La è che il sistema di estrazione del petrolio da piattaforme marine non ha ancora standard di sicurezza capace di impedire i disastri ambientali maggiori, mentre dovrebbe essere del tutto evidente che queste trivellazioni dovrebbero avvenire in condizioni di sicurezza almeno rispetto agli incidenti di massima gravità, purtroppo le compagnie petrolifere massimizzano i profitti a danno principalmente della sicurezza e della tutela dell’ambiente. Il presidente Obama, oltre che pretendere il risarcimento dalla BP dovrebbe ripensare l’intero programma americano di perforazione delle coste. La seconda è che, quando si determinano disastri ambientali provocati da piattaforme di estrazione in mare, la dimensione del disastro assume rilevanza continentale e quindi la sicurezza e la prevenzione dovrebbero essere sotto le responsabilità non di un solo Paese ma almeno dei Paesi del medesimo continente. La cosa ha un interesse del tutto particolare per le piattaforme di estrazione petrolifera europee, nell’Artico, nel Mar del Nord e nel Mediterraneo. Ciò che sta accadendo nel mare di fronte la Louisiana può dare idea di quello che potrebbe accadere nell’Adriatico se una delle piattaforme di trivellazione attualmente in esercizio o una di quelle di nuova progettazione a poche miglia a largo delle Isole Tremiti, dovesse subire un incidente di questo tipo. L’intero Adriatico, dalle coste italiane a quelle croate, albanesi e greche potrebbe essere devastato da un disastro del genere di quello nel golfo della Louisiana. Il governo italiano e il ministro Presigiacomo devono immediatamente rimettere in discussione le estrazioni petrolifere previste sull’Adriatico. Non è possibile che, per estrarre petrolio di bassissima qualità con alti poteri inquinanti nella combustione e con enorme difficoltà di estrazione, si possa correre, anche solo lontanamente, il rischio di un disastro come quello che stanno correndo gli Stati Uniti d’America, il Messico e le isole dei Caraibi.</p>
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		<title>Indiscrezioni Edf, le centrali nucleari destinate in Italia sarebbero a rischio incidente</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 14:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Esprimo una fortissima preoccupazione per l’esistenza in rete di documenti riservati attribuiti a fonti interne ad EDF dai quali, se fossero veri, risulterebbe che le centrali di tipo EPR di futura costruzione in Italia presentano un rischio di esplosione intrinseco alla loro progettazione in grado di determinare la fusione del nocciolo del reattore. Ciò sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esprimo una fortissima preoccupazione per l’esistenza in rete di documenti riservati attribuiti a fonti interne ad EDF dai quali, se fossero veri, risulterebbe che le centrali di tipo EPR di futura costruzione in Italia presentano un rischio di esplosione intrinseco alla loro progettazione in grado di determinare la fusione del nocciolo del reattore. Ciò sarebbe determinato, secondo le documentazioni tecniche riservate presenti in rete, dal fatto che per realizzare gli obiettivi di produzione di energia elettrica a costi economicamente competitivi sarebbe necessario pilotare la centrale in modalità vicinissime al punto critico di equilibrio. Se le cose fossero vere sarebbe necessario un profondo ripensamento della scelta nucleare italiana. Una fonte interna ad EDF avrebbe divulgato documenti confidenziali secondo i quali si potrebbe dimostrare che la concezione dei reattori tipo EPR, in costruzione in Francia e previsti in Italia, implicherebbe un rischio molto serio di “un incidente nucleare maggiore” con conseguenze incontrollabili e disastrose. Secondo questa fonte, la centrale EPR sarebbe estremamente pericolosa in quanto, a detta degli esperti estensori dei documenti, alcuni modi di pilotaggio del reattore EPR (il cosiddetto RIP cioè ritorno istantaneo in potenza) potrebbero provocare l’esplosione del reattore a causa di un evento di espulsione delle barre usate per moderare o spengere la reazione nucleare. Questi modi di pilotaggio non sarebbero previsioni astratte ma modi correnti di funzionamento della centrale necessari per realizzare l’obiettivo di redditività economica della centrale stessa , redditività che è strettamente legata al fatto che la potenza del reattore possa essere adattata alla domanda elettrica. Allo scopo di realizzare la gestione economica di una centrale di tipo EPR, i progettisti non si sarebbero peritati, sempre secondo i documenti di cui si parla, di prendere rischi estremamente reali di un incidente nucleare. Otre a questo, la fonte rivela che molti degli argomenti in favore di EPR (potenza, rendimento, aumento della sicurezza) sarebbero falsi. Sembrerebbe dunque, secondo la fonte, che la concezione di EPR accrescerebbe il rischio di un incidente del tipo Chernobyl che comporterebbe la distruzione degli involucri di confinamento e la dispersione massiccia di radionuclidi nell’atmosfera. I documenti confidenziali in questione sono riportati integralmente nel sito web www.sortirdunucleaire.org e possono essere visionati da tutti. La confutazione delle tesi contenute nei documenti non può essere un esercizio politico ma deve basarsi su assicurazioni e controdeduzioni attentamente valutate dalle autorità preposte alla sicurezza nucleare. Il presidente del consiglio Berlusconi, il ministro Scajola e la ministra Prestigiacomo prendano immediata visione della documentazione presente nel sito e avviino una immediata indagine per appurarne la consistenza prima di fare ogni ulteriore passo nell’avvio della realizzazione di una o più centrali EPR nel nostro Paese.</p>
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		<title>Il ruolo dell&#8217;Idv in Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 11:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Brutti</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Featured Articles]]></category>

		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

		<category><![CDATA[Giunta regionale; consultazioni;]]></category>

		<category><![CDATA[Idv Umbria]]></category>

		<category><![CDATA[Marini]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle consultazioni per la nuova Giunta regionale il ruolo dell&#8217;Italia dei Valori viene sovente equiparato a quello delle altre forze di coalizione. In realtà gli elettori umbri (in perfetta sintonia col resto d&#8217;Italia) hanno stabilito la supremazia dell&#8217;Idv, peraltro riconosciuta dalla stessa dirigenza del Pd nazionale. E&#8217; in virtù di questo risultato che si rivendica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle consultazioni per la nuova Giunta regionale il ruolo dell&#8217;Italia dei Valori viene sovente equiparato a quello delle altre forze di coalizione. In realtà gli elettori umbri (in perfetta sintonia col resto d&#8217;Italia) hanno stabilito la supremazia dell&#8217;Idv, peraltro riconosciuta dalla stessa dirigenza del Pd nazionale. E&#8217; in virtù di questo risultato che si rivendica un diverso trattamento, prescidendo perfino dall&#8217;inguardabile pateracchio della legge elettorale. Il Paese, l&#8217;Umbria e il drammatico numero di astenuti ci spingono verso nuovi equilibri, verso atteggiamenti di maggiore pulizia e intelligente intransigenza: sarebbe molto più conveniente per l&#8217;Italia dei Valori stare fuori dal coro, raddoppiare i consensi sparando nel mucchio. Si è fatta una scelta di buon senso, più utile al Paese: mortificarla non conviene a nessuno.</p>
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